Lorenzo Senni

Lorenzo Senni, Daniel O’Sullivan, Rob Lowe, Matteo Vallicelli

Transmissions X – 10th anniversary edition, Ravenna Italy
Sabato 25 novembre – Bronson
Lorenzo Senni, Matteo Vallicelli, Daniel O’Sullivan, Robert Aiki Aubrey Lowe

►Biglietto: prevendita 13€ + dp http://bit.ly/Transmissions_Bonson
alla porta 15€
►Full Subscription (limited to 50) + screen print : 30€ http://bit.ly/TrasmissionsX

www.transmissionsfestival.org
#TransmissionsX

Transmissions compie 10 anni e anche questa volta passa dal Bronson! Il menù prevede: Lorenzo Senni, Matteo Vallicelli, Daniel O’Sullivan, Robert Aiki Aubrey Lowe. 
E dopo i live Transmissions X Aftershow – Bronson (om.donna 0045-0130) con Simone Stereo:Fonica e CubiDJ!

LORENZO SENNI
Instancabile ricercatore dei meccanismi e degli elementi che compongono la musica dance, e a capo della rispettata etichetta sperimentale Presto!?, Lorenzo Senni ha prodotto due degli album più singolari degli ultimi anni, “Quantum Jelly” (per l’etichetta Edizioni Mego) e “Superimpositions” (Boomkat Editions), entrambi acclamati da testate specializzate come Fact e Debug. Nel 2016 entra, primo e unico italiano di sempre, nella prestigiosa scuderia dell’etichetta britannica Warp. La sua ultima uscita, “Persona”, recupera l’IDM dei primi anni Novanta con ironia e leggerezza. La sua produzione esplora l’idea del “buildup” che si trova nella musica dance più euforica come punto di partenza per creare invece brani più introspettivi, che ne conservano implicitamente la tensione emotiva e il pathos. Nel settembre 2017 pubblica per Warp l’ep “XAllegroX / The Shape of Trance To Come”.

MATTEO VALLICELLI
Per la prima volta un italiano è messo sotto contratto da Captured Tracks, la label di Brooklyn che ha plasmato come poche la rivisitazione contemporanea delle sonorità post-punk, wave, jangle-pop e lo-fi. Si pensi a nomi come Wild Nothing, Blank Dogs, DIIV, Mac DeMarco o a The Soft Moon, il progetto che l’ha accolto negli ultimi anni come batterista. Matteo Vallicelli, classe 1987, di Forlì, oggi attivo anche nei Death Index insieme a Carson Cox (Merchandise), Charles Rowell (Crocodiles) e Marco Rapisarda, si era già fatto notare nella scena indipendente italiana come membro di diverse formazioni punk, tra cui Smart Cops e Wildmen. Di stanza a Roma e poi, dal 2013, a Berlino, ha iniziato a esplorare l’uso dei synth e delle drum machine, prima di annunciare a sorpresa il suo esordio solista su Captured Tracks. L’album “Primo” è uscito il 3 febbraio scorso, anticipato da “Michelangelo”, suite sintetica, ipnotica e introspettiva dal gusto analogico d’annata. “Primo” è un disco bellissimo, sognante, psichedelico e dilatato, che porta in un’altra dimensione. È il risultato dell’intricato viaggio introspettivo di un compositore che ha scelto la dimensione elettronica virandola in chiave psichedelica, sperimentando con synth, loops e drum machines, paradossalmente senza indulgere sull’elemento percussivo, in senso quasi liberatorio.

DANIEL O’SULLIVAN
Già membro di Ulver, Grumbling Fur, Sunn O))), Æthenor, Laniakea e mente dietro al progetto Mothlite – di cui occorre ricordare lo splendido “Dark Age” uscito cinque anni fa su Kscope – Daniel O’Sullivan è stato nel 2013 curatore di Transmissions. Nel 2017 ha pubblicato il suo esordio solista “Veld”, uscito per l’etichetta O Genesis, in cui le citazioni dichiarate sono quelle di Ian Johnstone e Ray Bradbury ma sono chiari pure riferimenti a Alice Coltrane, Tony Conrad, Cocteau Twins e Anais Nin. Un ampio raggio di azione, suoni e idee nel quale il polistrumentista inglese espone ancora una volta il suo personale concetto di pop, che è quello di una musica plumbea, ancestrale, anche solenne, che pesca dal folk (filone apocalyptic incluso), dal drone, dall’elettronica e anche da certa wave, con la sua voce perfettamente bilanciata tra il melodico e il cavernoso a cucire assieme tutte queste suggestioni sonore.

ROBERT AIKI AUBREY LOWE
Ammirato e applauditissimo poche settimane fa al festival olandese Le Guess Who?, Robert Aiki Aubrey Lowe è un artista e polistrumentista americano che porta il suo lavoro sulla voce nel regno della musica spontanea, spaziando da ipnotici synth modulari alla composizione di soundtrack per il cinema. Robert Aiki Aubrey Lowe inizia suonando il basso e cantando nei 90 Day Men, che tra il 2000 e il 2004 hanno pubblicato tre album e diversi ep, sviluppandosi rapidamente da band post-punk a un espansivo, quasi progressivo, vortice di chitarre, tastiere e voci. La carriera solista di Robert Aiki Aubrey Lowe inizia sotto lo pseudonimo di Lichens, ma ora prosegue con il suo nome completo di battesimo, creando brani compositi con sintetizzatori modulari sui quali canta processando la voce. La qualità del suo suono, attraverso il connubio tra sintesi e voce, ha permesso una maggiore fisicità, che conduce verso una musica estatica, sia in un contesto live che registrato. La sensibilità dei sistemi modulari analogici riecheggia la natura organica dell’espressione vocale, che in questo caso ha lo scopo di esprimere uno stato di trance. Per guidare il pubblico a un ascolto profondo tramite il suono e il sentimento. Perdere se stessi nel suono pur essendo acutamente consapevoli. In occasione poi di un recente incontro e collaborazione con l’artista Patrick Smith, Robert ha iniziato a utilizzare delle incredibili proiezioni video durante le sue esibizioni dal vivo. L’attuale video utilizzato in concerto si intitola “Clouds”, ed è un’animazione vettoriale realizzata appunto dallo stesso Smith. Tra i tanti, Robert Aiki Aubrey Lowe ha collaborato con OM, Castanets, Ben Russell, Ben Vida, Alan Licht, Michael Zerang, Lee Ranaldo, Tyondai Braxton, Genesis P-Orridge e Rose Kallal.